Truthear Hexa - Recensione

21 dicembre 2022

Dopo il successo delle Zero, Truthear torna con un nuovo modello dal design unico e dalla configurazione driver interessante.

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Le Hexa sono un prodotto molto valido, non solo per le loro performance tecniche ma anche per il tuning ben progettato.
Truthear sta facendo un buon lavoro sul mercato e non possiamo far altro se non sperare che l’azienda continui ad offrire buoni prodotti a prezzi così ragionevoli.



Introduzione e specifiche tecniche #

Truthear non sembra poi “così nuovo” agli occhi dei più navigati del settore, ed infatti, osservando il packaging e il design degli auricolari, appare come una branca di Moondrop completamente dedicata al mercato occidentale, anche se non abbiamo informazioni ufficiali per confermarlo. Che si tratti di Moondrop o meno, siamo interessati più ai loro prodotti che al loro brand, ed in questa recensione le protagoniste saranno le nuove Hexa, l’ultima release di casa Truthear.

  • Configurazione → 1DD (PU + LCP) + 3BA
  • Sensibilità → 120 dB/Vrms @1kHz
  • Impedenza → 20.5Ω +/- 15% (@1kHz)
  • Risposta in frequenza → 20 Hz – 20000 Hz
  • Cavo → 1,2m in rame placcato in argento con PIN da 0,78 mm, senza microfono
  • Tipo di connettore → Connettore jack a L da 3,5 mm placcato in oro

Packaging #

La confezione è molto curata, ed è molto chiaro che Truthear voglia rendere l’unboxing un’esperienza molto piacevole.

Cosa contiene?

  • Le Truthear Hexa
  • 3 paris di tips wide bore, 3 paia di tips narrow bore, 1 paio di tips in foam
  • Una custodia per il trasporto in pelle sintetica
  • Un piccolo stand in cartone con un disegno anime
  • Un manuale utente

Design e qualità costruttiva #

Le Truthear Hexa sono ben costruite, realizzate in resina e stampate in 3D con altissima precisione. Le scocche sono scure ma non completamente nere, e si riesce ad intravedere l’interno attraverso la scocca (in trasparenza, per quanto essa comunque sia molto scura). L’aspetto è piuttosto unico, ed il design spigoloso contribuisce al concept moderno di cui le Hexa possono essere più che orgogliose. C’è un foro per la pressione vicino al connettore femmina sulla scocca e il nozzle ha due fori separati. Non c’è alcun lip a sostenere la presa dei tips sul nozzle.

Cavo #

Il cavo incluso non è affatto male, ma sicuramente non sopra la media come tutto il resto, e c’è anche un chin slider (che è plus comunque da non sottovalutare). Tuttavia, tende purtroppo ad aggrovigliarsi.

Comfort e Isolamento #

Il comfort è abbastanza buono, ma se si hanno orecchie molto piccole gli angoli spigolosi della scocca potrebbero causare qualche fastidio. Nel caso di orecchie nella norma, o comunque di dimensioni medie e grandi, assolutamente nessun problema. L’isolamento è invece nella media, niente di entusiasmante.

Suono #

Come suonano? Questo dovrebbe essere il motivo principale per cui si legge una recensione come questa.

Dispositivi usati per i test #

  • DAC: Topping E30
  • AMP: Topping L30
  • Telefoni cellulari: Samsung Galaxy S7 Edge, POCO F4 5G
  • Dongle: dongle Apple Type-C
  • DAP portatili: Benjie S8/AGPTEK M30B
  • Altre sorgenti: Presonus AudioBox iONE

Hanno bisogno di un amplificatore? #

Le Truthear Hexa mostrano notevoli miglioramenti se amplificate e alimentate da una buona sorgente. Possono essere usate con lo smartphone, ma è meglio usare un dongle e dare un po’ più di potenza per avere una fascia bassa più corposa e una migliore rappresentazione del soundstage.

Firma sonora #

Le Truthear Hexa sono neutrali tendenti al brillante.

Gamma bassa: le Truthear Hexa hanno una buona estensione del sub-bass, che può “scuotere” quando serve ma non in modo aggressivo. Il basso non è la “specialità" delle Hexa e infatti coloro che solitamente ascoltano molti brani EDM e hip-hop, e sono abituati a signature molto a V, dovrebbero stare lontani dalle Hexa (a meno che appunto non stiano cercando proprio un set per un ascolto più neutrale). In generale, ogni passaggio è veloce, il dettaglio di ogni basso è più che buono e la risposta complessiva della gamma bassa è decisamente soddisfacente.

Gamma media: la gamma media è piuttosto lineare, con strumenti in primo piano, un buon layering e una buona separazione strumentale che rendono le Hexa molto agili anche in tracce relativamente complesse. La gamma medio-alta è enfatizzata con cantati femminili energici ed intimi voci maschili dotate della giusta profondità. Le Hexa sono, in generale, molto pulite e trasparenti in gamma media, senza alcun tipo di sbavatura causata dai bassi o altri simili problemi.

Gamma alta: la gamma potrebbero non piacere a chi è molto sensibile agli alti, ma completa il tutto con una buona quantità di dettaglio e un’ottima estensione. Le Hexa sono infatti ariose, e sicuramente molti ascoltatori apprezzeranno questa caratteristica.

Il soundstage è rotondo in tutte le dimensioni, e risulta di piccole dimensioni portando ad un ascolto relativamente intimo. L’imaging è ottimo e il pinpointing è molto preciso, anche in tracce piuttosto impegnative.

In che modo i tips inclusi influiscono sul suono:

  • Tips con narrow bore: bassi più in rilievo, meno brillantezza
  • Tips con wide bore: meno bassi, più brillantezza nel complesso
  • Foam tips: come narrow bore tips, ma in modo più marcato

Alcuni confronti: #

Truthear Hexa vs Moondrop Chu #

  • Suono: le Hexa hanno migliore estensione del sub-bass rispetto alle Chu, e hanno anche bassi più incisivi, veloci e dettagliati.
    La gamma media è neutrale su entrambe, ma il layering e la separazione delle Hexa sono decisamente migliori. La gamma medio-alta è più in rilievo sulle Chu e tende ad essere generalmente più affaticante rispetto a quanto invece avviene sulle Hexa. Sia i cantati maschili che quelli femminili suonano meglio sulle Hexa con maggiore profondità ed intimità.
    Gli alti sono più rifiniti, dettagliati e puliti sulle Hexa, anche se è corretto affermare che le Chu si comportano abbastanza bene per il prezzo.
    Il soundstage è leggermente più grande sulle Hexa, anche se la differenza non è abissale, ma le Hexa sono evidentemente migliori in termini di profondità. L’imaging delle Hexa è decisamente migliore.

  • Cavo: le Hexa hanno un cavo migliore, il quale è anche staccabile.

  • Qualità costruttiva: le Hexa sono costruite meglio e c’è più cura a livello estetico.

  • Comfort e isolamento: l’isolamento è paragonabile, mentre il comfort favorisce le Chu data la forma più arrotondata.

Nel complesso, le Hexa sono più mature, più raffinate, molto più tecniche, e valgono sicuramente la differenza di prezzo rispetto alle Chu.

Truthear Hexa vs QoA Gimlet #

  • Suono: Il sub-bass è più presente ed enfatizzato sulle Gimlet ma l’estensione è leggermente migliore sulle Hexa. Le Gimlet hanno bassi più incisivi e divertenti, più adatti a generi che per natura ne fanno ampio utilizzo, ma sono più puliti sulle Hexa anche se meno coinvolgenti.
    La gamma media è più articolata sulle Hexa, le quali hanno anche una migliore separazione e un miglior layering, mentre le Gimlet sfruttano l’enfasi sui bassi per dare più calore alle voci maschili. I cantati femminili, invece, sono piacevoli su entrambe, anche se le Hexa sono più intime e accurate a questo riguardo.
    Gli alti sono più ariosi e dettagliati sulle Hexa.
    Il soundstage è leggermente più espansivo sulle Gimlet, mentre l’imaging è migliore sulle Hexa senza ombra di dubbio.

  • Cavo: entrambe sono dotate di cavo staccabile, anche se le Gimlet hanno un cavo stock migliore.

  • Qualità costruttiva: entrambe sono ottime. Le Gimlet sono costruite con materiali più solidi ma sono anche più pesanti, mentre le Hexa risultano più leggere e sono costruite in resina, che però porta anche ad un design un po’ più ricercato.

  • Comfort e isolamento: le Gimlet vincono in termini di isolamento, ma le Hexa sono complessivamente più comode grazie ai nozzle più lunghi che le rendono più facili da indossare.

A livello tecnico, il confronto vede le Hexa come una scelta migliore, mentre in termini di tuning le Gimlet offrono un’esperienza d’ascolto più dinamica, divertente e con un approccio timbrico differente.



PRO CONTRO
Pulizia, trasparenza, risoluzione, ottimo imaging Non per ascoltatori molto sensibili agli alti
Non affaticanti nonostante la gamma bassa piuttosto lineare Un basso più incisivo non sarebbe dispiaciuto
Design e packaging ottimi Cavo stock nella media che tende ad aggrovigliarsi
Buona selezione di tips Scocca spigolosa, non adatta ad orecchie “mini”